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E' possibile una assegnazione condivisa della casa famigliare?


Negli ultimi anni abbiamo visto un progressivo aumento di sensibilità verso la bigenitorialità.

Siamo infatti passati dall'adozione di un regime basato esclusivamente su weekend alternati, dove dunque il tempo trascorso con il genitore non collocatario è molto inferiore rispetto all'altro, ad un regime semi paritetico o paritetico.

Sta progressivamente diventando la prassi, infatti, ove l'interesse del minore sia rispettato e tutelato, la scelta di un sistema di periodi alternati e mantenimento diretto, ove dunque il minore possa trascorrere pari tempo con la madre e con il padre.

Va segnalato, tuttavia, che negli ultimi mesi sono state rese sentenze anche in merito ad una assegnazione condivisa della casa famigliare.

Ed infatti, iniziano a proliferare nella giurisprudenza italiana i casi in cui viene statuito che siano i genitori ad alternarsi nella permanenza nell'abitazione famigliare, oppure i casi in cui una porzione di essa venga assegnata al genitore non collocatario.

Va tuttavia precisato che in quest'ultimo caso (Tribunale di Marsala, 7 ottobre 2021) una simile decisione è possibile solo in presenza di determinati fattori: una casa porzionata o porzionabile facilmente in ambienti diversi e distinti è sicuramente quello fondamentale.

Il principio, ovviamente pregevole, è quello di mantenere il minore in un ambiente famigliare, ma si tralascia il fatto che questo possa avvenire solo in assenza di conflittualità tra i coniugi: diversamente, costituirebbe un ulteriore stigma per la crescita sana ed equilibrata del minore.

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