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TATUARE UN MINORENNE E' REATO?



Fino a non pochi anni fa, il tatuaggio era un segno di appartenenza e, spesso, aveva una connotazione negativa e stigmatizzante.

Oggi, nonostante si abbia una visione ben piu' ampia del tatuaggio, rimangono ancora alcuni interrogativi.

Ad esempio, sono sempre di piu' i minorenni che scelgono di regalarsi un segno indelebile sul proprio corpo.

Ma esistono limiti a questo?

La prestazione del tatuatore altro non e' che un contratto. Si ottiene, infatti, una prestazione dietro compenso.

A stretto rigore, dunque, il minorenne non puo' validamente concludere un contratto perche' difetta della necessaria capacita' che acquistera' solo a 18 anni.

Se, infatti, venisse eseguito un tatuaggio su un minore senza il consenso dei genitori, il tatuatore sarebbe tenuto quantomeno alla restituzione del prezzo e al risarcimento del danno consistente nella spesa per l'eliminazione del tatuaggio.

Questo problema, tuttavia, e' facilmente aggirabile con il consenso prestato dai genitori.

Questo, per essere valido, deve essere dato da entrambe i genitori ed almeno uno di questi deve essere presente al momento dell'atto.

Non sara' infatti abbastanza la manleva mostrata dal minore potendo esser ela stessa facilmente falsificata.

Un problema interessante si pone riguardo i figli di genitori separati.

Infatti, se uno dei due si opponesse, il gentiore favorevole non potrebbe semplicemente firmare da solo la manleva ma sarebbe tenuto a rivolgersi al Tribunale tutelare.

Che, a mio avviso, difficilmente darebbe il consenso all'esecuzione di un tatuaggio, trattandosi di un segno permanente ma comunque irrilevante per il benessere concreto del minore.

E sotto il profilo penale?

La Cassazione (45345/2005) ha riconosciuto l'integrazione del reato di lesioni volontarie a carico di chi ha tatuato un minore senza il consenso di entrambe i genitori.

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